Fare due conti

12/31/2010

Vorrei esordire con la frase E’ tempo di bilanci. Bene, l’ho fatto; ora dimenticatevene immediatamente.

Siamo in chiusura di 2010, e dopo la lista dei pezzi più suonati, pubblicare anche una review dei migliori album mi pareva ripetitivo e eccessivamente autocelebrativo, e un po’ di altre cose che chiudono in -ivo, e che comunque sono da intendere in una connatazione, a tinte variabili, sprezzante . Quindi salto, e passo con la review degli accadimenti fondamentali di quest’anno.

– 15 Aprile: l’eruzione del vulcano Eyjafjölla, e la conseguente colonna di fumo dal ghiacciaio Eyjafjallajökull, manda per settimane nel caos gli aeroporti di tutta Europa; Giorgio Bocca si affretta a scrivere sul Venerdì di Repubblica che la Natura si riappropria del potere di scandire i ritmi di vita degli uomini; io ci credo e smetto di fare straordinari nel tentativo di uniformarmi all’andazzo. Poi il vulcano si spegne. Ma la gente scopre i Sigùr Ros.

– 20 Aprile: l’incendio e l’inabissamento della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon provocano un gigantesco sversamento di petrolio, dando vita al peggior disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti D’America; Marco Pannella inizia lo sciopero della fame, rifiutando piccato di dare spiegazioni sui motivi; Giorgio Bocca sul Venerdì di Repubblica si affretta a dire che la Natura si riappropria dei propri spazi; io ci credo e smetto di tagliare l’edera in giardino; poi la falla viene chiusa. Ma l’ingresso di casa mia è sbarrato da una selva inestricabile. Ancora oggi.

– 21 Maggio: dagli USA arriva la notizia che un gruppo di scienziati, guidati da Craig Venter, avrebbe creato la prima forma di vita sintetica; Giorgio Bocca sul Venerdì di Repubblica chiede che gli si rispieghi di cosa diavolo stanno parlando; io mi associo alla richiesta e a stretto giro di posta ci viene inviata una biografia autografata di Cher. Tutto rientra nella normalità.

– 31 maggio: una flottiglia di terroristi filo-palestinesi, armata di purè e bibite in lattina, tenta di forzare il blocco navale su Gaza. Viene intercettata dall’impavida marina israeliana, che riesce a scongiurare il peggio tramite un raffinata operazione diplomatica. Giorgio Bocca stavolta non se ne interessa, ma al Giornale stanno ancora stappando bottiglie.

– 2 Giugno: si dimette il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama a causa del crollo della sua popolarità e delle pressioni esercitate su di lui dal suo stesso partito.

Già.

– 31 Giugno: ci siete cascati, eh?

– 1 Luglio: il Belgio assume la presidenza di turno dell’Unione Europea, subito dopo aver giocato il Fil Rouge.

– 24 Luglio: a Duisburg, durante la Love Parade, muoiono 21 persone in una calca creatasi nel tunnel d’accesso agli eventi; Ernesto Assante su Repubblica parla di come questi giovani non sappiano più divertirsi, così vuoti di valori, così rumorosi, così diversi da noi che i vent’anni li avevamo negli anni sessanta; Giorgio Bocca rientra con in mano un caffè della macchinetta urlando “Sì, Sì!!”

– 10 Agosto: l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara terminata la pandemia di influenza H1N1, attirando le feroci proteste delle case farmaceutiche, che puntavano a prorogarla fino a fine 2010.

– 28 Novembre: il sito Wikileaks rilascia oltre 251.000 documenti diplomatici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, inclusi oltre 100.000 documenti contrassegnati come “segreti” o “confidenziali”. Si arriva sull’orlo di una crisi mondiale delle diplomazie, risoltasi poi brillantemente nel più fragoroso e unanime degli “e’stigrancazzi”

– 13 Dicembre: Santa Lucia porta, come d’abitudine, i regali.

– 14 Dicembre: Santa Lucia stavolta ci ripensa.

– 25 Dicembre: un tizio agghindato con un curioso pastrano, che tradisce in maniera inequivocabile il suo orientamento politico, viene trovato nell’androne del palazzo di Maurizio Belpietro e freddato dal suo caposcorta. A questa versione però nessuno sembra voler credere, tanto che poi è lo stesso caposcorta a dire di essersi inventato tutta quella strana storia di renne e slitte volanti. Come al solito.

Buon anno, eh.

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Dio è morto, Marx è morto, e anche il blog non è che stia proprio ‘na pacchia.

Forse riparte, forse no. Forse, forse. Nel mentre, mi dedico all’attività più pigramente ombelicale cui un portatore sano di blog possa dedicarsi: la pubblicazione dei pezzi più passati sui suoi iCosì nell’anno passato.  Se vi scappa, c’è robba da vendere.

Age of Adz – Sufjan Stevens (54)

Runaway – The National (53)

Le Rane – Baustelle (51)

The Ballad of RAA – The Rural Alberta Advantage (48)

Angel Echoes – Four Tet (43)

Futile Devices – Sufjan Stevens (42)

Kaili – Caribou (40)

Angeles – Elliott Smith (38)

Dead Hearts – Stars (32)

De Pedis – Amor Fou (30)

Crystalized – The XX (Edu Imbernon Remix) (30)

Levi Johnston’s Blues – Ben Folds & Nick Hornby (29)

All Delighted People – Sufjan Stevens (29)

Love Lost – The Temper Trap (28)

Brothers – Hot Chip (28)

Too Many Miracles – Badly Drawn Boy (27)

Radar Detector – Darwin Deez (27)

You Won’t Let Me Down Again – Mark Lanegan & Isobel Campbell (26)

Compliments – Band of Horses – (24)

Storia Minima – Paolo Conte – (23)